STORIA DEL SEMINARIO VESCOVILE DIOCESANO

1594-1794: LA SEDE ANTICA

Ordinanza sinodale in cui Mons. Canani, per finanziare la realizzazione del Seminario, istituisce una tassa del 2% su chiese e monasteri

Il Gymnasium del Vescovo Canani.

Il Vescovo di Adria Mons. Giulio Canani sottopone al Sinodo diocesano del 1566 il problema della realizzazione del Seminario, voluto in tutte le diocesi dal Concilio di Trento per la formazione dei ministri della Chiesa: in questo e in altri cinque sinodi il Vescovo chiede il contributo di tutte le chiese e i monasteri della Diocesi. Nel frattempo, come si evince da vari documenti, egli avrebbe ospitato a Rovigo, forse nei locali del palazzo vescovile, un Gymnasium in cui alcuni giovani venivano formati per l’ingresso nello stato clericale. L’istituto formativo, la cui esistenza possiamo attestare a partire almeno dal 1569, funzionava probabilmente come semi-convitto: gli studenti rincasavano al termine della giornata di studio.

Mons. Laureti fonda il Seminario Vescovile.

Nel 1592 il nuovo Vescovo di Adria Mons. Lorenzo Laureti aumenta considerevolmente i benefici destinati alla costruzione del Seminario e ne stabilisce la sede nella città di Rovigo. Il Seminario è fondato nel 1594 in un edificio situato sulla destra dell’attuale Duomo, tra vicolo Santa Barbara e quella che la toponomastica ancora chiama “via Mure Seminario Vecchio”. L’istituto accolse 12 seminaristi affidati alle cure di alcuni sacerdoti e di un Rettore.

 

 

 

XVII E XVIII SECOLO: L’AMPLIAMENTO DELLA PRIMA SEDE

Il seminario “vecchio”, oggi Archivio di Stato, via G. Sichirollo

I vescovi successivi ampliarono gli spazi della prima sede, li restaurarono e li fornirono di migliori attrezzature, offrendo anche una più precisa regolamentazione dell’accesso e della vita interna. Nella seconda metà del ‘600 il complesso, di impianto conventuale, si sviluppava attorno ad un cortile centrale contornato da porticato: le strutture appaiono migliorate. Il maggiore intervento di restauro fu però promosso agli inizi del ‘700 dal Vescovo Antonio Vaira: nel 1732, quando si concluse il suo episcopato, il Seminario accoglieva 47 allievi. Nel corso del XVIII secolo i vescovi Mons. Giovanni Soffietti (1733-1747) e Mons. Pietro Maria Trevisano Suarez (1747-1750) disciplinarono i più diversi aspetti della vita comunitaria: il primo si occupò prevalentemente della formazione degli allievi indicando i tempi e le forme di preghiera, le norme comportamentali e relazionali; il secondo migliorò l’organizzazione gerarchica dell’istituto attraverso una ridefinizione più precisa di ruoli e competenze.

 

 

 

1794-1966: LA SEDE DI VIA SICHIROLLO

Scorcio della Chiesa di Sant’Agostino

In un momento felice per numero di iscritti e risorse a disposizione, Mons. Arnaldo Speroni degli Alvarotti (vescovo dal 1766 al 1800) avviò, nel 1779, la costruzione di una nuova struttura nell’area dell’ex convento eremitano di Sant’Agostino, del quale conservò soltanto l’oratorio. La sede (oggi Archivio di Stato, via G. Sichirollo) fu inaugurata nel 1794 e servì la chiesa diocesana per ben 172 anni.
Il Vescovo Speroni degli Alvarotti promosse anche una riqualificazione culturale del Seminario: particolare risalto veniva dato all’apprendimento della lingua latina e della grammatica prima, della teologia e soprattutto della morale, poi. Il Vescovo inoltre si adoperò per rendere il Seminario l’unico istituto atto a preparare i futuri sacerdoti, fiducioso nell’utilità di una vita comunitaria e di una necessaria protezione dal mondo esterno nella fase formativa.
Il XIX secolo. Fin dai primi anni del XIX secolo nel Seminario venivano incentivati anche gli studi scientifici. L’istituto si arricchì pertanto di collezioni mineralogiche, paleontologiche, zoologiche e botaniche e di un gabinetto di fisica.
Nel 1819 fu istituito il Ginnasio, unico in tutto il Polesine e quindi pubblico per decisione ministeriale, in quanto
rappresentava l’unica possibilità di un alto percorso formativo. La scuola era organizzata secondo criteri simili a quelli
accademici, con libera iscrizione ai corsi ed esami semestrali. Dopo gli eventi del 1848, alla chiusura degli istituti
universitari di Padova e Pavia, il Regio Ginnasio Inferiore ospitò anche corsi accademici.

Mons. Antonio Raisi -1900/1964- sulla torretta del vecchio Seminario, ancora oggi visibile da via G. Sichirollo, insegna ad usare il telescopio

Fra le figure più significative prodotte in questa stagione del Seminario, occorre ricordare quella di mons. Giacomo Sichirollo (nella foto), che vi studiò fin da bambino e iniziò ad insegnarvi ancor prima di pronunciare i voti, nel 1861. Sichirollo pubblicò oltre una quarantina di lavori nei più vari ambiti di studio; fu guida culturale e spirituale della scuola, studioso di letteratura, epigrafia, storia medievale, filosofia. Il Seminario si costituì come importante centro di incontro culturale: degne di nota le frequenti ‘accademie’ tenute dai docenti o talvolta dagli studenti migliori su temi di teologia, filosofia, letteratura, arte o sociologia. Nella seconda metà del secolo il Seminario conobbe una notevole diminuzione di seminaristi, che venne attribuita sia ad una progressiva laicizzazione della società polesana, sia alle difficoltà economiche, tanto della popolazione, quanto del Seminario stesso, che non poteva accogliere tutti gli aspiranti che versavano in condizioni disagiate.

 

 

 

 

IL SEMINARIO FINO AL 1966

Sede dell’attuale Archivio di Stato, via G. Sichirollo, sede del Seminario dal 1794 agli anni ’60 del secolo XX

Il Vescovo Mons. Pio Tommaso Boggiani (1908-1912) promosse un generale e profondo rinnovamento dell’istituto con l’intento di accogliere le indicazioni offerte dalla Commissione Pontificia per il riordino dei seminari in Italia nel ‘Programma di studi’ di inizio-secolo e nelle successive ‘Norme per l’ordinamento educativo e disciplinare’. Furono riordinati i corsi di studio, si tentò di aumentare la disciplina interna, si migliorarono le condizioni di vita (a partire dal vitto), si facilitarono le forme di accesso per giovani di classi meno abbienti, la maggioranza dei seminaristi era accolta gratuitamente o con pagamento soltanto parziale della retta. I seminaristi superarono la settantina. Durante l’episcopato di Mons. Anselmo Rizzi (1913-1934) il Ginnasio venne separato dal Seminario teologico-filosofico; furono riordinati il Museo, la Pinacoteca, la Biblioteca; il Vescovo promosse inoltre l’acquisto della casa di villeggiatura di Galzignano, sui Colli Euganei, che ospitò i seminaristi durante la prima guerra mondiale.

 

 

LA PRIMA SEDE DEL “S. PIO X”

La nuova sede del Seminario, oggi “Cittadella Socio-Sanitaria” dell’Unità Locale Socio Sanitaria, ULSS 18

Mons. Guido Maria Mazzocco (1937-1968) si impegnò attivamente nella pastorale vocazionale e nella ristrutturazione degli ambienti. Il numero dei seminaristi aumentò notevolmente raggiungendo cifre sbalorditive: dal 1938 al 1948 entrarono in seminario 239 giovani; dal 1949 al 1961 ne entrarono 382. L’incremento fece maturare l’idea di procedere alla costruzione di una nuova sede. Nel 1963 prende avvio la costruzione del nuovo seminario, verrà ultimato nel 1966. Una costruzione del volume di 86.000 mq, moderna e funzionale, capace di accogliere 300 seminaristi. Il Seminario Maggiore era distinto anche fisicamente dal Minore. Il nuovo edificio voleva essere un seminario proiettato sul futuro, ma dopo 10 anni dall’inaugurazione ebbe luogo un’imponente riduzione dei seminaristi: si arrivò a sole 37 unità.

 

 

 

1976-2000: PRESSO IL COLLEGIO L’ANGELO CUSTODE

Il Seminario presso l’Angelo Custode, foto da via Sichirollo

All’inizio del 1976-77, ormai al termine dell’episcopato di Mons. Giovanni Mocellini, il Seminario traslocò presso il collegio dell’Angelo Custode, che rimase sede dell’istituto per i successivi 25 anni. Di fronte al deperimento dell’edificio, nell’anno 2001 il Vescovo Mons. Andrea Bruno Mazzocato ha accolto il Seminario – in via provvisoria – presso il Palazzo Vescovile, in attesa dell’edificazione di una struttura diocesana adeguata.

 

 

2001-2005: PRESSO LA CURIA VESCOVILE

Ingresso della Curia Vescovile, Via Sichirollo, 18

La sistemazione “provvisoria” presso la curia vescovile ha permesso ai seminaristi di vivere a diretto contatto con il Vescovo, e con i vari uffici di curia.L’esperienza è stata positiva, ma si è reso necessario il cambiamento con l’aumento dei seminaristi.
Nel frattempo, infatti si è lavorato per ristrutturare il collegio Angelo Custode, che è tornato ad essere rimodernato e ampliato ed è la sede attuale del Seminario.

 

 

 

2006: RITORNO ALL’ EX COLLEGIO ANGELO CUSTODI

La sede attuale e definitiva del Seminario ripresa al tramonto da via G. Pascoli

Da ottobre 2006 educatori e seminaristi hanno una casa stabile, moderna e completamente ristrutturata. Il vescovo Lucio Soravito de Franceschi ha voluto rendere il seminario anche il luogo di riferimento per i gruppi vocazionali e la formazione permanente del clero e dei diaconi permanenti. Attualmente la nuova struttura può accogliere fino a 25 seminaristi. Il nuovo seminario è anche una delle sedi della preghiera-giovani. Il nuovo complesso, “il cuore della diocesi”, confinante con la Casa del Clero, comprende la casa S. Andrea, gestita dalla Caritas Diocesana, la “Casa GP2” che accoglie gruppi giovani per momenti di vita comune e preghiera, il Seminario, la Biblioteca del Seminario, l’Archivio Diocesano (spostato qui dopo i lavori di ristrutturazione della Curia Vescovile), Radio Kolbe (la radio diocesana), “la Settimana” (il settimanale diocesano), il Consultorio Familiare.

 

 

Storia della Biblioteca del Seminario

Storia della Pinacoteca del Seminario